Denarocrazia

Denarocrazia

Trasferta estero

Interventi di consolidamento per risolvere problemi di dissesto idrogeologico esteso a circa il 10% del territorio nazionale, riqualificazione industriale e bonifica delle aree tecnologiche dismesse, obiettivi, coordinamento e planning, infrastrutture viarie, recupero e valorizzazione delle aree di interesse archeologico, progettazione e definizione dei piani economici industriali di intervento per la produzione, la trasformazione delle materie prime e secondarie, iniziative e politiche nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca, della trasformazione alimentare , business plan da sottoporre all’Europa, senza se e senza ma, o dentro o fuori.

Il progetto Italia per l’Impresa Italia S.p.A., del quale tuttora non ho visto uno stralcio di preliminare da parte di alcuna parte politica è certo impegnativo, ma se vogliamo essere seri, è condizione “sine qua non”, poter fare vera politica economica per il Paese e rendere il terreno fertile per quella bastarda finanza che governa il mondo, siamo indietro di circa mezzo secolo e l’unica preoccupazione è riempire i notiziari di “gossip” , di idiozie mediatiche, di giochi di seggi di potere, chiacchere, vantaggio e ludo per chi ha il privilegio senza onore di governare un popolo consenziente e drogato di pokemon.

Volendo, ma fortemento volendo, “non tutto il male vien per nuocere”, un detto popolare, che ci permette di affermare, senza alcuna ombra di dubbio, che avremmo da dedicare molto impegno al lavoro senza esserne mai disoccupati per almeno una generazione.

Qualcuno potrebbe domandare dove un Paese, dichiarato tanto disastrato economicamente, possa reperire le risorse per affrontare un progetto di ristrutturazione così ampio e ambizioso.

Risponderò ai più che col lavoro, pur senza soldi e con i debiti,  si ricostruisce un Paese “dalle ceneri”, e quello ce lo insegna semplicemente la storia, ma ai più maliziosi pongo invece una ulteriore domanda: dove secondo loro, indottrinati, reperiscano tali risorse paesi dove con una certa assiduità i nostri rappresentanti vanno a fare visita, gli stessi paesi dove una fetta importante delle risorse finanziarie imprenditoriali italiane concorrono e trasferiscono le loro attività facendo impresa e talvolta concessionaria di importanti infrastrutture.

Chi ci governa ne spende i suoi migliori biglietti da visita.

Paesi, certo, in “via di sviluppo”, ma dove l’indirizzo di economia politica è quello, almeno preliminare, di reperire risorse da destinare agli ospedali, alla riqualificazione ambientale, urbanistica, alle grandi opere necessarie alla mobilità delle merci e delle persone, alla produzione energetica anche da fonte rinnovabile etc. etc.

In Italia pare che non si riesca nemmeno a pulire l’immondizia e a chiudere le buche delle strade.

Tra i finanziatori eccellono talvolta realtà imprenditoriali italiane che qui dove pur si sono pasciute finora, sanno solo spendersi ad aumentarci le bollette e sono precedute proprio dai profumati biglietti da visita di chi paghiamo per tagliare i nastrini ai musei.

L’Italia oggi, per la finanza internazionale, sarà forse considerato un cliente non insolvente ed è pertanto economicamente vantaggioso indebitarla ulteriormente pur di incassarne gli interessi sui prestiti.

La politica senza missione, quella che permettiamo in auge degli interessi personali di potere, non può che essere, “pur”, democraticamente eletta, giullare della onorata società denarocratica.

One thought on “Denarocrazia

  1. Per puro caso ho visto a breve distanza l’uno dall’altro il documentario di Michael Moore sul capitalismo negli Stati Uniti e il film “Lincoln” di Spielberg .
    Cosa c’entrano con l’argomento.
    Il documentario di Moore e’, secondo me, illuminante su quello che sta succedendo in Italia e in Europa, con le dovute differenze naturalmente, soprattutto per quanto riguarda i meccanismi della “denarocrazia” per citare Penna Italiota e I metodi “politici” per raggiungere I fini voluti.
    Il film “Lincoln” e’ interessante perche’mostra che a 150 anni di distanza I metodi della “politica” non sono cambiati ma sono stati utilizzati per raggiungere un fine diverso e piu’ giusto.
    Sono purtroppo gli uomini che fanno sempre e comunque la differenza e bisogna sforzarsi di scegliere con attenzione.